16.11.08

...mettersi nudi...

"La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai perchè ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti...dandogli senso e trasformandoli in energia...

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà...
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla pelle, sentire l'odore delle cose, catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perchè lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è amore..."

(Alda Merini)

5.11.08

....november rain...





"...We've been through this such a long long time
Just tryin' to kill the pain

But lovers always come and lovers always go
And no one's really sure who's lettin' go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin' that you were mine
All mine..."

2.11.08

alla Statua della Libertà,al giardino del Lussemburgo, alle undici del mattino...

















"Guardo l'orologio, sono le undici e cinque.
Inizio a chiedermi fino a quando sia giusto rimanere in attesa."Devo darmi un termine" mi dico"."Se entro le undici e un quarto non arriva, me ne vado. Anzi, undici e mezzo...è meglio". Cerco di distrarmi osservando le persone attorno a me. Siamo in tanti, ognuno con i propri sogni, le proprie gioie, i propri dolori.
Undici e venti.
Michela non è ancora arrivata.Inizio a pensare seriamente che non verrà.
Decido di prolungare la mia attesa fino a mezzogiorno. Sarebbe troppo bello.
Sono triste, non sono più contento di averla incontrata. No adesso non riesco ad essere felice perchè mi aveva reso una persona migliore. Dovrei esserlo, se non altro perchè mi sta facendo sentire ridicolo.Seduto qui su questa sedia, con un paio di scarpe rosse in mano e delle lettere mai spedite, sono ridicolo.
Butto la testa indietro e guardo il cielo di Parigi, una lacrima mi scende lungo la guancia e mi entra nell'orecchio. Sento male alla pancia. Ripenso a tutte le cose che ho fatto per lei,a tutto quello che mi aveva fatto vivere.Da quando l'ho incontrata non mi sono mai annoiato, con lei o pensando a lei sono sempre stato bene; sono anche stato male, come adesso, mi sono sentito fragile e invincibile al tempo stesso. Ma sempre vivo.
All'improvviso mi rendo conto che sono pieno di quello che ho vissuto, ma che in mano non ho niente.Ho iniziato a ridere, pensando alla mia situazione.
Ridendo mi porto le mani alla faccia, come se mi vergognassi.
Su quel gesto all'improvviso vengo interrotto da un fischio..."


30.10.08

CU'MME

"...Ah comme se fa’
a da’ turmiento all’anema
ca vo’ vula’
si tu nun scinne a ffonne
nun o puo’ sape’
no comme se fa’
adda piglia’ sultanto
o mare ca ce sta’
eppoi lassa’ stu core
sulo in miezz a via..."





25.10.08

...buonanotte...





"...e tu dormi....dormi
ora i tuoi sogni volano....
e tu dormi...dormi
mentre i tuoi occhi sorridono..."


21.10.08

"Escape to Paradise"



"Ho un cuore che non molla mai..."

Questa sera, dopo un sacco di tempo, ho rivisto CARLITO'S WAY di Brian de Palma.
Quanto è bello questo film...


11.10.08

"SHANTARAM"

“Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore,del destino e dellle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato a un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granchè me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita.”

Così si apre il libro "Shantaram" di Gregory David Roberts...e queste che seguono sono due delle tante citazioni che mi son segnata...

"Kavita si alzò per abbracciarmi. Era il genere di abbraccio tenero e forte che una donna concede quando sa di potersi fidare di un uomo, o quando è sicura che il cuore dell'uomo appartiene a un'altra. [...] essere abbracciato da una donna indiana era un'esperienza unica e importante. Vivevo a Bombay da anni, [...] eppure poche cose nei tanti universi indiani che coesistevano in Bombay potevano farmi sentire benvoluto come l'abbraccio affettuoso di Kavita. Non le avevo mai detto che cosa significava per me la sua accettazione affettuosa e incondizionata. In quegli anni di esilio molte - troppe - emozioni positive che provavo rimanevano chiuse nella cella del mio cuore: una cella con alte pareti di paura, una piccola finestra sbarrata di speranza, un duro letto di vergogna. Adesso non è più così. Ho imparato che bisogna sapere cogliere ed esprimere a parole i momenti di affetto e sincerità, perché potrebbero non tornare mai più. Se rimangono inespressi, accantonati e inutilizzati avvizziscono, e quando, dopo troppo tempo, la mano del ricordo vorrebbe coglierli, si sgretolano fra le sue dita...."

"Esiste una verità più profonda dell'esperienza, che sta al di là di ciò che vediamo, persino di ciò che sentiamo. È una categoria di verità che separa ciò che è profondo da ciò che è soltanto razionale: la realtà dalla percezione. Di solito questa categoria di verità ci fa sentire inermi, e capita che il prezzo da pagare per conoscerla, come il prezzo da pagare per conoscere l'amore, sia più alto di ciò che i nostri cuori sono in grado di tollerare. Non sempre la verità ci aiuta ad amare il mondo, ma senza dubbio c'impedisce di odiarlo. L'unico modo di conoscerla è condividerla da cuore a cuore..."

Curiosità
- Shantaram significa “uomo di pace” o anche “uomo della pace di Dio”
- I diritti cinematografici per questo libro sono stati acquistati da Johnny Depp, quindi è probabile che a breve verrà realizzato un film.




7.10.08

"Augusto...salutami le stelle"



"Il viaggiare di notte mi induce ad alzare gli occhi al cielo, ad inseguire la luna sull'autostrada mentre si incurva all'orizzonte. A forza di osservare le stelle, ho imparato a conoscere le varie costellazioni: il Sagittario, lo Scorpione, l'Orsa maggiore e Minore, Andromeda, l'Uccello indiano. C'è persino il cavalletto del pittore. La sfera celeste, con quei raggruppamenti magici e misteriosi, si esprime con un proprio linguaggio. E' come se,su un infinito pentagramma, apparissero tante note luminose, con suoni reconditi, inafferrabili... Mi sono proposto di ridare un volto alla luna,di ricostruirle un'identità. Ho voluto farle quella faccia (o quelle facce) che vedevo da bambino. La luna della leggenda o del sogno è stata uccisa dalla scienza, che ha preteso di sapere tutto su di lei, sul come è fatta, com'è composta, di quali ingredienti è formato il suo manto polveroso. Manca poco che le appuntino un'etichetta con l'indicazione di tutte le sostanze che contiene, secondo le vigenti disposizioni, come si vede nelle bottiglie di acqua minerale. Ma la luna è anche sentimento, è mito, è quel filo di malinconia che compare anche nei miei disegni senza che sappia il perché." -
Augusto Daolio (18 febbraio 1947 – 7 ottobre 1992)